Iperopia, quando risparmiare diventa una sindrome
Guadagnare è faticoso, spendere sembra facilissimo. Ma non per tutti. Per alcune persone spendere è difficile quanto (o più) che risparmiare: ogni euro esce con sensi di colpa, rinvii, liste infinite di “meglio di no”. È la cosiddetta iperopia o sindrome del risparmio: quando la prudenza diventa eccesso, ti proietta sempre al domani e ti fa vivere un presente fatto di rinunce che non ti fanno bene.
Etimologia: perché “iperopia”?
L’origine del termine iperopia è la stessa di ipermetropia: un disturbo della vista che rende sfocati gli oggetti vicini e più nitidi quelli lontani. In finanza personale, il parallelo è immediato: si vede benissimo il futuro (i rischi ipotetici, le spese che forse arriveranno), mentre il presente diventa confuso. Chi soffre di iperopia arriva a negarsi ciò di cui ha bisogno in nome di un domani sempre più importante dell’oggi.
La sindrome del risparmio: quando il futuro schiaccia il presente
Risparmiare è sano, farne un’ossessione no. Chi soffre della sindrome del risparmio vive proiettato al lungo periodo, con la paura costante di non avere abbastanza in futuro. Finisce per praticare rinunce continue, spesso ingiustificate, fino a sperimentare il rimorso del compratore per ogni spesa considerata non essenziale.
Come combattere l’iperopia: la sindrome del risparmio
Fissa obiettivi (lontani e vicini) e premiati quando li raggiungi
Organizzare le proprie finanze significa anche trovare un equilibrio tra sfizi immediati e obiettivi futuri. Un modo per farlo può essere fissare delle tappe di medio e breve periodo nel percorso verso un obiettivo di lungo periodo. Una volta stabilite le tappe, puoi anche pensare a un premio da concederti quando ne raggiungi una: un concerto, un viaggio, un accessorio nuovo. Ogni traguardo raggiunto si festeggia con un regalo sostenibile: la celebrazione aiuta a tenere alta la tua motivazione e rende il risparmio un mezzo, non un fine che intrappola i tuoi desideri.
Accantona un fondo per le emergenze
Le spese impreviste non devono farti crollare: è il lavoro del fondo di emergenza. Sapere di avere un materasso per attutire le cadute riduce l’ansia e ti permette di non demonizzare l’oggi. L’importo può variare: di solito il fondo di emergenza dovrebbe coprire almeno una manciata di mesi di spese correnti.
Chiarisci cosa conta per te (e non sentirti in colpa)
Gli acquisti non si dividono in necessari e superflui. Ci sono anche quelle spese magari non fondamentali, ma che ti fanno stare bene. Una birra in compagnia, un accessorio che ti rende la vita più comoda, un viaggetto in un periodo no, un paio di scarpe da corsa un po’ più costoso della media. Se c’è qualcosa che vuoi davvero, e il suo acquisto non è figlio di un impulso, e rientra nel tuo budget, non c’è bisogno di privartene. Nel nostro articolo “come resistere agli acquisti impulsivi” puoi leggere come capire se vuoi davvero comprare qualcosa, oppure se “per questa volta meglio di no”
Fai un budget… che includa il piacere
Il budget non serve a proibire tutto: serve a dare posto a tutto. Inserisci categorie dedicate a tempo libero, sfizi, shopping con tetti chiari; così alleni il cervello a spendere senza colpa su ciò che hai scelto consapevolmente, mentre tagli ciò che non ti interessa davvero.
Se hai bisogno, lasciati aiutare da un professionista
Quando il risparmio estremo invade aree cruciali (salute, relazioni, studio/lavoro) o genera ansia marcata, può essere utile un confronto con un professionista della salute mentale per ristrutturare credenze e abitudini in modo graduale e sostenibile.
In sintesi
L’iperopia non è “amare i soldi”: è averne paura. E quando la paura guida, il futuro diventa enorme e il presente minuscolo. Tornare in equilibrio significa mettere il futuro al suo posto (importante, non tiranno) e ridare dignità all’oggi con obiettivi vicini, celebrazioni misurate, un cuscinetto per gli imprevisti e spese che parlano di te. Il risparmio torna a essere uno strumento di libertà, non una regola che ti toglie aria.
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