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Pignoramento del conto corrente: quando può succedere

Ricevere una notifica di pignoramento sul proprio conto corrente è una situazione stressante, che genera spesso confusione su cosa sia ancora possibile fare e cosa invece sia bloccato. Le domande sono sempre le stesse: posso ancora prelevare? Arriveranno i miei bonifici? Quanto durerà?

Cerchiamo di rispondere a queste domande in modo chiaro, spiegando come funziona il pignoramento del conto corrente, chi può disporlo, quali somme sono protette per legge e come si sblocca la situazione.

Cos'è il pignoramento del conto corrente

Il pignoramento del conto corrente è un atto esecutivo con cui un creditore, privato o pubblico, ottiene il blocco delle somme presenti sul conto di un debitore, per soddisfare un credito non pagato. In pratica, la banca viene obbligata a trattenere le somme disponibili fino a coprire l’importo del debito, impedendone l'utilizzo da parte del titolare.

Chi può disporlo

Il pignoramento può essere disposto da creditori privati (banche, finanziarie, fornitori, privati cittadini) che abbiano ottenuto un titolo esecutivo dal tribunale. In questo caso si parla di pignoramento ordinario presso terzi, che richiede l'intervento del giudice.

Diverso è il caso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, che dispone di poteri speciali: può procedere al pignoramento in modo diretto, senza necessità di passare dal tribunale, sulla base di cartelle esattoriali non pagate. Prima di procedere al pignoramento vero e proprio, invia alla banca un ordine di pagamento: la banca ha 60 giorni per eseguirlo, trattenendo le somme disponibili fino a concorrenza del debito. Durante questo periodo il titolare non può disporre delle somme bloccate.

Notifica e tempistiche

Prima che il pignoramento diventi operativo, il debitore riceve una notifica. Nel caso del pignoramento ordinario, viene notificato l'atto di pignoramento sia al debitore che alla banca. Nel caso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, la procedura prevede prima la notifica della cartella esattoriale, poi — se il debito non viene saldato — un preavviso di fermo e infine l'ordine di pagamento alla banca.

Conoscere questi passaggi è importante perché in ciascuna fase esistono margini di intervento: pagare il debito, richiedere una rateizzazione o presentare opposizione, se ci sono i presupposti.

Differenza tra pignoramento ordinario e fiscale

La differenza principale riguarda la procedura: il pignoramento ordinario richiede l'intervento del tribunale e un titolo esecutivo giudiziale; quello fiscale è disposto direttamente dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione in via amministrativa, con tempi potenzialmente più rapidi. In entrambi i casi, però, la legge prevede soglie di impignorabilità a tutela del debitore.

Cosa succede al conto corrente pignorato

Una volta notificato il pignoramento, la banca blocca le somme presenti sul conto fino a coprire l’importo del debito. Il titolare non può prelevare, disporre bonifici in uscita o utilizzare la carta per pagamenti che intacchino le somme bloccate.

Le somme che arrivano sul conto dopo la notifica del pignoramento, come uno stipendio o una pensione, seguono regole specifiche legate alle soglie di impignorabilità previste dalla legge (vedi paragrafo successivo). Non tutto ciò che arriva sul conto viene automaticamente bloccato.

Il conto resta formalmente aperto: possono continuare ad arrivare accrediti, ma la disponibilità delle somme dipende dall'ammontare già bloccato e dalle tutele previste per legge.

Soglie di impignorabilità previste dalla legge

La legge tutela il debitore stabilendo che alcune somme non possono essere pignorate, o possono esserlo solo parzialmente.

  • Stipendi e pensioni già accreditati sul conto: se al momento del pignoramento sul conto sono presenti somme derivanti da stipendio o pensione, la quota impignorabile è pari al triplo dell'assegno sociale (una soglia che viene aggiornata periodicamente). La parte eccedente quella soglia può essere pignorata.
  • Stipendi e pensioni non ancora accreditati: per le somme che arrivano dopo la notifica del pignoramento la quota pignorabile è pari a un quinto dello stipendio netto, nel caso di pignoramento ordinario. Per i crediti fiscali dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione le regole variano in base all'importo del debito.
  • Sussidi e indennità di natura assistenziale: alcune somme di natura assistenziale o previdenziale sono totalmente impignorabili per legge, indipendentemente dall'importo.

Come funziona lo sblocco del conto corrente pignorato

Lo sblocco del conto avviene quando la causa del pignoramento viene risolta. Le strade principali sono:

  • Pagamento del debito: è la modalità più diretta. Una volta saldato l'intero importo dovuto il pignoramento decade e la banca sblocca le somme.
  • Rateizzazione del debito: nel caso di debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere una rateizzazione. Se la richiesta viene accolta, il pignoramento viene sospeso e il conto torna disponibile, a condizione che le rate vengano pagate regolarmente.
  • Opposizione al pignoramento: se si ritiene che il pignoramento sia illegittimo — perché il debito è già stato pagato, prescritto o perché ci sono vizi procedurali — è possibile presentare opposizione al giudice dell'esecuzione. In caso di accoglimento, il pignoramento viene annullato.

In tutti i casi, è fortemente consigliabile rivolgersi a un professionista (avvocato o commercialista) per valutare la situazione specifica e individuare la strada più efficace.

 

Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente (FAQ)

Posso usare un conto corrente pignorato?

Il conto resta aperto, ma le somme bloccate non sono disponibili. È possibile continuare a ricevere accrediti, ma la disponibilità dipende dall'ammontare del pignoramento e dalle soglie di impignorabilità previste dalla legge.

Posso prelevare dal conto corrente pignorato?

Solo sulla parte non soggetta a pignoramento. Le somme bloccate non sono prelevabili fino alla risoluzione del debito o allo sblocco disposto dal giudice o dall'ente creditore.

Un bonifico può arrivare su un conto pignorato?

Sì, gli accrediti in entrata non vengono bloccati automaticamente. Tuttavia, le somme che arrivano possono essere soggette al pignoramento, salvo le quote protette per legge (come la parte impignorabile di stipendio e pensione).

Quanto tempo resta bloccato il conto?

Dipende dalla procedura e dalla rapidità con cui si risolve il debito. Non esiste un termine fisso: il conto resta bloccato fino al pagamento, alla rateizzazione accettata o all'esito di un'eventuale opposizione.

Il pignoramento è automatico?

No. Richiede sempre una procedura formale: un titolo esecutivo e la notifica al debitore e alla banca. Nel caso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione i tempi possono essere più rapidi, ma anche in quel caso sono previsti passaggi obbligatori prima del blocco effettivo del conto.

 

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